Premio Mercurio d’Oro

“Premio Mercurio d’Oro” alla Civiltà del Lavoro, “Città di Como” ad una società di assistenza fondata da un Infermiere.
La Società A.S.CO. Snc (Assistenza Sanitaria Comasca), domenica 18 Novembre u.s. ha ricevuto il riconoscimento “Premio Mercurio d’Oro” alla Civiltà del Lavoro, “Città di Como”.
Il premio è stato assegnato per la correttezza e l’ impegno commerciale ed imprenditoriale….. l’ Azienda ha rappresentato in esclusiva il proprio settore merceologico.
Vengono così riconosciute e premiate la serietà, la professionalità e l’impegno che il gruppo Dirigente ed i Suoi collaboratori Professionisti erogano a favore degli Utenti che necessitano di Assistenza Sanitaria.
La società A.S.CO.snc, dal 2003, offre servizi sanitari domiciliari, pubblici in regime di Voucher per conto dell’ASL, nei distretti di Como e di Dongo.  Gli stessi servizi vengono offerti in regime privato. Gli interventi sanitari sono estesi anche negli Ambulatori e Poliambulatori per conto di Enti pubblici di Como.
Il Mercurio d’Oro è un premio che trae spunto da un’antica divinità, oggi un simbolo, per riconoscere e quindi valorizzare la capacità e l’impegno, di uomini, donne e Aziende, che contribuiscono a formare l’identità di un Paese, esponendosi in prima persona nelle innumerevoli difficoltà di un mercato sempre più competitivo e concorrenziale. Piccole, medie, grandi Imprese: tutte fanno parte della realtà commerciale italiana, ma solo alcune arrivano a distinguersi con benemerenza nel loro settore.

Raccomadazione per prevenire gli atti di violenza

Raccomandazione per prevenire gli atti di violenza a danno degli operatori sanitari.
Gli atti di violenza a danno degli operatori sanitari costituiscono eventi sentinella che richiedono la messa in atto di opportune iniziative di protezione e prevenzione.
Nasce da questo presupposto la nuova Raccomandazione del Ministero della Salute, l’ottava della serie predisposta in collaborazione con gruppi di esperti del Servizio sanitario nazionale e associazioni di settore per aumentare la qualità e la sicurezza delle cure, che intende incoraggiare l’analisi dei luoghi di lavoro e dei rischi correlati e l’adozione di iniziative e programmi, volti a prevenire gli atti di violenza e attenuarne le conseguenze negative, dall’aggressione verbale alla violenza fisica fino all’omicidio.
Nel nostro Paese mancano statistiche specifiche sulla diffusione del fenomeno. Tuttavia la frequenza delle aggressioni è più alta che in altri tipi di lavoro e alcuni dati sono indicativi. Gli infortuni nelle strutture ospedaliere italiane e denunciati all’INAIL per qualifica professionale e modalità di accadimento nel 2005 ammontano a 429, di cui 234 su infermieri e 7 su medici. In generale, gli eventi di violenza si verificano più frequentemente nelle seguenti aree: servizi di emergenza-urgenza; strutture psichiatriche ospedaliere e territoriali; luoghi di attesa; servizi di geriatria; servizi di continuità assistenziale.
Numerosi sono i fattori responsabili di atti di violenza diretti contro gli operatori delle strutture sanitarie. Sebbene qualunque operatore sanitario possa essere vittima di violenza, i medici, gli infermieri e gli operatori socio sanitari sono a rischio più alto in quanto sono a contatto diretto con il paziente e devono gestire rapporti caratterizzati da una condizione di forte emotività sia da parte del paziente stesso che dei familiari, che si trovano in uno stato di vulnerabilità, frustrazione o perdita di controllo, specialmente se sotto l’effetto di alcol o droga.

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Pubblicato rapporto Censis 2007

XLI Rapporto sulla situazione sociale del paese

Giunto alla quarantunesima edizione, il Rapporto del Censis, Centro Studi Investimenti Sociali, quest’anno prosegue la lettura degli elementi positivi dell’andamento socioeconomico del Paese negli ultimi anni.
Il Rapporto analizza diversi aspetti della nostra società, ecco alcune note diffuse relative al sistema di Welfare:
La salute diseguale. Nel mutevole assetto dell’offerta sanitaria è importante capire quali siano i livelli di performance e di benessere garantiti alla popolazione, nella loro diversa articolazione territoriale. Il quadro che emerge evidenzia un gradiente negativo Nord-Sud con un tendenziale peggioramento della situazione della salute dei cittadini residenti man mano che si procede verso le regioni meridionali, nonostante la struttura per età della popolazione, che determina un peggioramento degli indici di morbosità e mortalità all’aumentare del tasso di invecchiamento, tendenzialmente più elevato al Nord e al Centro. Si tratta di un peggioramento ampiamente legato al diverso contesto socioeconomico, mentre il quadro dell’offerta, storicamente più deficitario al Sud, non riesce a mitigare gli effetti penalizzanti di tali differenze di partenza.

I progressi nella governance condivisa della Sanità regionalizzata. Nel processo di evoluzione del Ssn, la fase attuale si caratterizza in modo netto come un momento di riformulazione e di rilancio delle funzioni del livello centrale, che prevedono però una costante concertazione con i livelli locali, in una rinnovata vocazione alla trasversalità e alla condivisione delle responsabilità. Tra gli interventi maggiormente significativi che si collocano appieno in questa direttrice di lavoro emergono il Patto per la Salute, che rinnova il modello di gestione economica e finanziaria dei servizi sanitari, e il SIVeAS, strumento del Ministero per la verifica che ai finanziamenti erogati corrispondano i servizi per i cittadini, e che questi ultimi rispondano a criteri di efficienza e appropriatezza.

La relazione medico paziente: un’area di trasformazione e di crisi. Gli italiani, in virtù di una più elevata scolarizzazione e della sempre maggiore diffusione di conoscenze sanitarie mettono sempre più frequentemente in discussione la secolare asimmetria di rapporto con il loro medico. La ridefinizione dei termini del rapporto ha prodotto un clima di incertezza e crisi: è il 97% degli italiani, primi in Europa, a ritenere che gli errori medici rappresentino un problema molto o abbastanza importante nel Paese, sintomatico di un disagio fondamentalmente culturale laddove si osserva che l’esperienza, diretta o indiretta, di malpractice non risulta più alta in Italia che nel resto dell’Europa a 25 (è il 18% dei rispondenti italiani, pari alla media europea, a sottolineare di aver subito in famiglia un grave errore medico durante un ricovero ospedaliero), mentre si registra in Italia l’aumento vertiginoso del numero di sinistri denunciati riconducibili alla responsabilità professionale dei medici che l’Ania stima passati dai 3.154 del 1994 ai 11.932 del 2004 (+278%).

La lezione dell’Alzheimer: una rete integrata di servizi. I malati di Alzheimer oggi in Italia sono oltre 500.000, i nuovi casi sono stimabili in circa 80.000 all’anno, e si tratta di un dato destinato ad aumentare (nel 2020 i nuovi casi di demenza attribuibili all’Alzheimer saranno circa 113.000). La condizione dei malati e dei loro familiari è emblematica delle difficoltà del nostro sistema sanitario e socio-assistenziale nell’approntare risposte e soluzioni adeguate per la presa in carico delle patologie croniche e invalidanti. La delega alla famiglia dei compiti di cura e assistenza del malato di Alzheimer ha un ingente costo sociale (Costo Medio Annuo per Paziente – Cmap) che viene stimato in circa 60.900 euro all’anno. Questo costo pesantissimo può essere mitigato solo attraverso una vera e profonda revisione del modello delle cure: ecco perché in merito al modello auspicabile di assistenza l’opzione prevalente tra i caregiver (53,3%) è per la rete di servizi, articolata e gratuita su cui poter contare, una sorta di intervento modulare che mitighi senza sostituire la delega alla famiglia, rendendola più tollerabile e proficua.

Il rischio di una solidarietà selettiva. Quasi il 69% degli italiani ritiene che in caso di bisogno si può contare sull’aiuto degli altri, mentre l’idea che la cooperazione tra persone sia un portato della natura umana trova l’accordo di oltre il 75% degli italiani. Tuttavia, solo il 17,9% dei cittadini si organizza spesso o molto spesso con gli altri per risolvere un problema comune, ed è il 50% degli italiani a ritenere che l’immigrazione aumenti l’insicurezza, mentre è il 35% a pensare che gli altri gruppi etnici arricchiscano la vita culturale del nostro Paese (54% è il dato medio europeo).
Il costo previdenziale di un mercato del lavoro ostile alla longevità. Oltre il 31% dei pensionati, alla luce dell’attuale esperienza, ritarderebbero il proprio pensionamento; di 6,3 anni i maschi e di 5,8 anni le femmine, in media. E’ il 2,4% dei pensionati a lavorare; però, mentre sono i laureati a trovare più facilmente lavoro, sono quelli a basso titolo di studio ad avere una maggiore propensione a lavorare (62,3% con licenza elementare, 26,2% con laurea). E’ questo il paradosso del mercato del lavoro per gli anziani che impatta negativamente sulla previdenza.
(La versione integrale del rapporto è consultabilesul sito www.censis.it)

Approvate le direttive dei Comitati di Settore per il rinnovo dei CCNL

Il Consiglio dei Ministri ha approvato le direttive elaborate dai Comitati di settore concernenti il rinnovo del CCNL -quadriennio normativo 2006/2009 e biennio economico 2006-2007 – del personale del Comparto e della Dirigenza STPA della sanità e del personale del Comparto Regioni – Autonomie Locali. L’approvazione delle direttive permetterà di avviare il confronto con l’ARAN per definire i rispettivi rinnovi contrattuali.

 

Che sia la volta buona?

La Regione stanzia nuove risorse per gli Infermieri

Milano, 4 dicembre 2007 – Busta paga piu’ pesante nel 2008 per gli infermieri lombardi. Regione Lombardia ha messo a disposizione 40 milioni di euro di proprie risorse aggiuntive (che si sommano ai 60 gia’ stanziati) per aumentare la quota annua di stipendio contrattabile a livello regionale, che passa cosi’ da 640 euro annui uguali per tutti a cifre variabili che possono raggiungere i 1.250 euro. Gli aumenti sono legati al raggiungimento di specifici obiettivi. La decisione e’ stata ratificata oggi con un accordo tra Regione Lombardia e organizzazioni sindacali, presentato alla stampa dal presidente Roberto Formigoni.
Le quote annue di aumento massimo – informa una nota – sono di due tipi: una quota di base da 761 a 1023 euro e una ulteriore quota di 227 euro per il personale infermieristico che fa i turni sulle 24 ore e di 100 per chi invece non li fa.
“Si tratta di un accordo senza precedenti in Italia – ha commentato Formigoni – che corona con successo il lavoro avviato insieme finalizzato a promuovere e valorizzare le specifiche professionalita’, anche in risposta al grave problema della carenza di personale infermieristico negli ospedali”. “Un accordo – ha aggiunto Formigoni – che individua obiettivi di qualita’ come ad esempio il miglioramento dei servizi, la semplificazione dell’accesso da parte dei cittadini ai servizi stessi, l’appropriatezza delle prestazioni, la formazione dei nuovi assunti. I fondi stanziati verranno erogati in misura proporzionale al raggiungimento di questi obiettivi. Avremo quindi un personale piu’ motivato e una migliore assistenza sanitaria ai cittadini”. “La firma di questa intesa – ha detto ancora – deve costituire una spinta per i Ministeri competenti ad affrontare in maniera seria e sistematica il problema della carenza di infermieri in Lombardia”.
Gli aumenti medi stabiliti oggi rappresentano all’incirca il 50% in piu’ di quanto richiesto dai sindacati nella trattativa in corso a livello nazionale per il rinnovo del contratto.

 

Testo dell’Accordo

Decreto Legislativo sulle Qualifiche Professionali UE

Decreto Legislativo  sulle Qualifiche Professionali
Entrerà in vigore il 24 novembre prossimo il DLgs n. 206 del 9 novembre 2007, pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 261 dello stesso giorno, che attua la direttiva 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali.  Il Decreto disciplina il riconoscimento – ai fini dell’accesso alle professioni regolamentate e del loro esercizio in un altro Paese UE – delle qualifiche professionali acquisite in uno Stato membro dell’Unione europea. Il Decreto si applica ai cittadini degli Stati membri dell’Unione europea che vogliano esercitare sul territorio nazionale, quali lavoratori subordinati o autonomi, compresi i liberi professionisti, una professione regolamentata in base a qualifiche professionali conseguite in uno Stato membro dell’Unione europea e che, nello Stato d’origine, li abilita all’esercizio di detta professione.
L’articolo 5 individua le autorità competenti a ricevere le domande per ottenere il riconoscimento; Il Dipartimento per il coordinamento delle politiche comunitarie assolve i compiti di Coordinatore nazionale presso la Commissione europea e di Punto nazionale di contatto per le informazioni e l’assistenza sui riconoscimenti.  (articolo 6).
Nel titolo III, dagli articoli 38 agli articoli al 40 si occupa specificatamente dell’infermiere responsabile dell’assistenza generale. In particolare nell’articolo 38 vengono definiti i requisiti minimi per la formazione infermieristica.

Testo del Decreto

Approvato l’accordo relativo alla normativa concorsuale Dirigente Professioni Sanitarie

Nella riunione di ieri 15 novembre 2007  è stato approvato l’accordo Stato –Regioni sulla disciplina concorsuale relativa al Dirigente Unico Professioni Sanitarie che supera la c.d. fase transitoria della Legge 251/2000.

Riportiamo un estratto del verbale della seduta.

“La Conferenza Stato–Regioni è convocata per giovedì 15 novembre 2007, alle ore 16.00 presso la Sala riunioni di Via della Stamperia, n. 8, in Roma, con il seguente ordine del giorno: (omissis)

4) Accordo tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano concernente la disciplina per l’accesso alla qualifica unica di dirigente delle professioni sanitarie infermieristiche, tecniche, della riabilitazione, della prevenzione e della professione di ostetrica. (SALUTE). …. ”

Bozza di Accordo

Le ostetriche potranno prescrivere esami diagnostici

Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 23 ottobre, ha approvato il decreto legislativo di recepimento della direttiva n. 36 del 2005, relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali.Tra le novità introdotte dalla nuova normativa vi è la facoltà per le ostetriche di prescrivere gli esami utili per seguire la gravidanza fisiologica oggi individuati da un decreto ministeriale (DM 10/09/1998). Tale importante innovazione – già in essere in altri Paesi comunitari – è stata introdotta su proposta del Ministro della Salute Livia Turco, che sul punto aveva precedentemente chiesto un pronunciamento del Consiglio Superore di Sanità. “La facoltà di prescrizione per l’ostetrica – ha sottolineato Livia Turco – si inserisce come punto qualificante del “Piano d’Azione materno infantile”, con l’intento di incrementare il livello di qualità, la sicurezza e l’umanizzazione del percorso nascita. Grazie a questo provvedimento – ha aggiunto – l’Italia recupera il ritardo nel riconoscimento della facoltà di prescrizione all’ostetrica, che era già stato previsto dalla precedente direttiva comunitaria n. 155 del 1980 e conferma l’impegno nella valorizzazione di tutte le professioni sanitarie per una migliore tutela della salute dei cittadini”. (fonte:  http://www.ministerosalute.it/imgs/C_17_comunicati_1407_testo.rtf)

26 ottobre 2007 – MIUR, firmati decreti percorsi formativi e programmi

Il Ministro dell’Università e della Ricerca, on. Fabio Mussi ha firmato oggi il decreto che definisce i requisiti necessari e qualificanti per l’istituzione e l’attivazione dei percorsi formativi universitari di laurea di primo e secondo livello. Si avvia in questo modo negli atenei, in coerenza con le Linee guida già emanate nello scorso agosto, la revisione generale di tutti i percorsi di laurea, che dovrà essere completata entro il 2010-2011.

Il Ministro ha inoltre firmato il decreto con gli indicatori per la programmazione triennale delle università.

In entrambi i casi l’accento è posto sulla qualità delle performances degli atenei e sulla valutazione dei risultati.

(fonte: http://www.palazzochigi.it/GovernoInforma/Comunicati/dettaglio.asp?d=37001)

Approvazione disegno di legge n. 1645

In data 26 settembre 2007 nella seduta pubblica dell’Assemblea del Senato è stato discusso ed approvato il disegno di legge n. 1645 sul “Differimento del termine per l’ esercizio della delega di cui all’ articolo 4 della legge 1° febbraio 2006, n. 43, recante istituzione degli Ordini delle professioni sanitarie infermieristiche, ostetriche, riabilitative, tecnico – sanitarie e della prevenzione”.
Con questa legge il Parlamento ha tempo fino a marzo 2008 per dar corso a quanto previsto dalla legge 43 del 2006.