Anziani e disabili in Regione: risorse in piu’

Regione Lombardia: Anziani e disabili, 1,3 miliardi per i servizi socio-sanitari e 13 milioni per la qualita’ delle case di riposo

Gennaio 2008: La Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Famiglia e Solidarietà sociale Gian Carlo Abelli, ha assegnato alle Asl della Lombardia per il 2008, 1 miliardo e 313 milioni (74 in piu’ rispetto allo scorso anno), per il funzionamento dei servizi socio-sanitari integrati, cioe’ per le spese che le Aziende sanitarie stesse sostengono per le prestazioni socio-sanitarie integrate agli anziani non autosufficienti, ospitati nelle Rsa (Residenze sanitarie assistenziali) e ai disabili assistiti nelle Rsd (Residenze sanitarie assistenziali per i disabili).
I fondi andranno a coprire anche il costo:
– delle prestazioni rese negli Istituti di riabilitazione extraospedaliera (Idr),
– dei servizi di Assistenza domiciliare integrata (Adi),
– dei servizi diurni per anziani e disabili,
– degli hospice per malati terminali,
– dei servizi per il recupero dei tossicodipendenti,
– dei ricoveri degli anziani e dei disabili dimessi dagli ospedali psichiatrici

Oltre a questo stanziamento, la Giunta ha destinato altri 13 milioni per premiare la qualità nelle Rsa.

Questo il riparto tra le ASL delle somme assegnate (la prima cifra si riferisce al finanziamento dei servizi integrati, la seconda al premio di qualita’).
– Bergamo: 117.900.000 – 1.251.000
– Brescia: 140.400.000 – 1.458.000
– Valcamonica: 13.800.000 – 179.000
– Como: 78.300.000 – 1.013.000
– Cremona: 81.300.000 – 905.000
– Lecco: 43.000.000 – 464.000
– Lodi: 34.300.000 – 291.000
– Mantova: 70.100.000 – 718.000
– Milano 1 (Legnano): 113.900.000 – 989.000
– Milano 2 (Melegnano): 52.900.000 – 510.000
– Milano 3 (Monza): 113.400.000 – 953.000
– Città di Milano: 237.800.000 – 1.563.000
– Pavia: 95.600.000 – 1.225.000
– Sondrio: 26.900.000 – 340.000
– Varese: 93.400.000 – 1.141.000.

(Fonte: Sito Regione Lombardia)

Tutta la sanita’ in finanziaria 2008

Riportiamo in sintesi le principali novità per la sanità contenute nella finanziaria 2008 

Con la manovra 2008 il Ssn si consolida ulteriormente. Con più risorse per i Livelli essenziali di assistenza e con il potenziamento del piano pluriennale di edilizia sanitaria che consentirà la definitiva riorganizzazione della rete ospedaliera e dei servizi di medicina territoriale e di rinnovare il parco tecnologico.  Ecco una sintesi delle misure adottate nella Legge Finanziaria 2008 (testo approvato dal Senato in via definitiva il 21 dicembre).

Leggi il testo

Al via il Primo Corso FAD per operatori sanitari su sicurezza delle cure e governo del rischio clinico

Al via primo corso FAD per operatori sanitari su sicurezza delle cure e governo del rischio clinico

E’ possibile da oggi, 13 dicembre 2007, iscriversi a “SiCure”, il primo corso gratuito di formazione a distanza (FAD) sulla sicurezza dei pazienti e la gestione del rischio clinico, promosso dal Ministero della Salute, in collaborazione con la Federazione Nazionale Ordine Medici Chirurghi ed Odontoiatri (FNOMCEO) e con la Federazione Nazionale Collegi Infermieri (IPASVI).
L’iniziativa, che garantisce 20 crediti del programma di Educazione Continua in Medicina (ECM), è di particolare rilievo in quanto, attraverso la collaborazione con Ordini e Collegi professionali, offre ad un ampio numero di medici ed infermieri un’opportunità di formazione nello specifico ambito della sicurezza dei pazienti e della gestione del rischio, che si estende su tutto il territorio nazionale.
Le Federazioni assicureranno presso le loro sedi territoriali la massima assistenza agli operatori per la partecipazione e la fruizione del corso.
A conclusione del corso, oltre a dare una valutazione specifico di gradimento del corso per permetterne il miglioramento in successive edizioni, l’operatore sanitario sarà in grado di:
* Riconoscere le motivazioni, anche etiche, per l’impegno nei confronti della prevenzione e della gestione del rischio clinico nella pratica professionale quotidiana
* Applicare una metodologia appropriata nella propria pratica professionale per:
o identificare i rischi clinici ed i relativi determinanti nella specifico contesto professionale
o riconoscere e segnalare gli eventi avversi
o analizzare le cause delle insufficienze attive e di quelle latenti
o scegliere ed applicare interventi per la prevenzione dei rischi e per la gestione degli eventi avversi e delle relative conseguenze
* Riconoscere il valore e le potenzialità della documentazione clinica e gestionale per la prevenzione del rischio clinico e l’analisi degli eventi ad esso correlati
* Compilare in forma corretta la documentazione e collaborare alla sua adeguata gestione ed archiviazione
* Identificare le funzioni connesse al rischio per le diverse figure professionali e le relative responsabilità
* Istruire i pazienti, i familiari, i volontari e gli operatori per la identificazione dei rischi, la prevenzione, la protezione dagli stessi, nonché la gestione dei danni e delle relative conseguenze
* Comunicare ai pazienti ed ai familiari eventuali eventi avversi, utilizzando metodi e strumenti efficaci
* Identificare le implicazioni in termini di rischio clinico delle tecnologie sanitarie.
Come base di conoscenza è disponibile un manuale (pdf, 700 Kb), presentato a maggio 2007 presso il Ministero della Salute nell’ambito del seminario “La formazione per la sicurezza dei pazienti e la gestione del rischio clinico”.
Per accedere al corso FAD, consultare le seguenti  pagine web:
http://netlearning.netstream.it/ilearn/en/learner/jsp/login.jsp?site=sicure
oppure
http://www.ipasvi.it/chisiamo/archivioEventi/dettaglio.asp?IDFocus=20

RINNOVO del CCNL Sanita’: trattative interrotte

Roma, 18 dicembre – Sono interrotte le trattative per il rinnovo del contratto della sanità e i sindacati proclamano lo stato di agitazione. Lo annunciano i segretari generali del pubblico impiego di Cgil, Cisl e Uil. Come riferiscono in un nota Carlo Podda, Rino Tarelli e Carlo Fiordaliso si è aperta oggi la trattativa all’Aran per il rinnovo del contratto 2006/2009 della sanità pubblica.

Ma l’incontro si è interrotto dopo che “le organizzazioni sindacali hanno dovuto prendere atto che le proposte economiche avanzate dall’Aran, per conto del governo che aveva approvato le direttive del Comitato di settore, sono inaccettabili visto che gli incrementi salariali proposti risultano inferiori a quanto conseguito nella precedente tornata contrattuale”. Di fatto, accusano i sindacati di categoria, “la proposta smentisce gli accordi sottoscritti il 6 aprile e il 29 maggio 2007”. La conseguenza è la proclamazione dello stato di agitazione del comparto.

Funzione di Coordinamento: Ricorso al TAR della F.N.

Funzione di Coordinamento: Ricorso al TAR della Federazione Nazionale IPASVI

Roma, 19 dicembre: La Federazione Nazionale Collegi IPASVI ha annunciato l’avvenuta presentazione del ricorso al TAR del Lazio avverso l’accordo Stato Regioni del 1 agosto 2007 in merito alle funzioni coordinamento a seguito di numerose criticità discusse anche nell’ultimo Consiglio nazionale  del 28 ottobre 2007.
Le criticità evidenziate sono molte:
– la mancata condivisone con la FN dei cambiamenti apportati rispetto alla bozza del febbraio u.s.;
– la generica oltre che ambigua indicazione circa la tipologia, modalità e sede di acquisizione  del master di primo livello in management o per le funzioni di coordinamento;
– la volontà di non definire i criteri e le modalità per l’attivazione della funzione di coordinamento e di demandarli al prossimo CCNL;
– la volontà di contrattualizzare aspetti non previsti ne suggeriti dalla legge 43/06;
– il depotenziamento dei contenuti innovativi e professionalizzanti – formazione, competenza e merito – espressi nell’intero art. 6 della legge 43/06;
– la perplessità di quanto indicato nell’art. 5 relativamente agli effetti sulle piante organiche.

Va ricordato che nonostante il ricorso proposto dalla FN l’accordo in parola non può ritenersi sospeso.
La FN IPASVI  mantiene, comunque,  aperta la possibilità di ritirare il ricorso a fronte di atti concreti  tesi a migliorare la situazione .

Premio Mercurio d’Oro

“Premio Mercurio d’Oro” alla Civiltà del Lavoro, “Città di Como” ad una società di assistenza fondata da un Infermiere.
La Società A.S.CO. Snc (Assistenza Sanitaria Comasca), domenica 18 Novembre u.s. ha ricevuto il riconoscimento “Premio Mercurio d’Oro” alla Civiltà del Lavoro, “Città di Como”.
Il premio è stato assegnato per la correttezza e l’ impegno commerciale ed imprenditoriale….. l’ Azienda ha rappresentato in esclusiva il proprio settore merceologico.
Vengono così riconosciute e premiate la serietà, la professionalità e l’impegno che il gruppo Dirigente ed i Suoi collaboratori Professionisti erogano a favore degli Utenti che necessitano di Assistenza Sanitaria.
La società A.S.CO.snc, dal 2003, offre servizi sanitari domiciliari, pubblici in regime di Voucher per conto dell’ASL, nei distretti di Como e di Dongo.  Gli stessi servizi vengono offerti in regime privato. Gli interventi sanitari sono estesi anche negli Ambulatori e Poliambulatori per conto di Enti pubblici di Como.
Il Mercurio d’Oro è un premio che trae spunto da un’antica divinità, oggi un simbolo, per riconoscere e quindi valorizzare la capacità e l’impegno, di uomini, donne e Aziende, che contribuiscono a formare l’identità di un Paese, esponendosi in prima persona nelle innumerevoli difficoltà di un mercato sempre più competitivo e concorrenziale. Piccole, medie, grandi Imprese: tutte fanno parte della realtà commerciale italiana, ma solo alcune arrivano a distinguersi con benemerenza nel loro settore.

Raccomadazione per prevenire gli atti di violenza

Raccomandazione per prevenire gli atti di violenza a danno degli operatori sanitari.
Gli atti di violenza a danno degli operatori sanitari costituiscono eventi sentinella che richiedono la messa in atto di opportune iniziative di protezione e prevenzione.
Nasce da questo presupposto la nuova Raccomandazione del Ministero della Salute, l’ottava della serie predisposta in collaborazione con gruppi di esperti del Servizio sanitario nazionale e associazioni di settore per aumentare la qualità e la sicurezza delle cure, che intende incoraggiare l’analisi dei luoghi di lavoro e dei rischi correlati e l’adozione di iniziative e programmi, volti a prevenire gli atti di violenza e attenuarne le conseguenze negative, dall’aggressione verbale alla violenza fisica fino all’omicidio.
Nel nostro Paese mancano statistiche specifiche sulla diffusione del fenomeno. Tuttavia la frequenza delle aggressioni è più alta che in altri tipi di lavoro e alcuni dati sono indicativi. Gli infortuni nelle strutture ospedaliere italiane e denunciati all’INAIL per qualifica professionale e modalità di accadimento nel 2005 ammontano a 429, di cui 234 su infermieri e 7 su medici. In generale, gli eventi di violenza si verificano più frequentemente nelle seguenti aree: servizi di emergenza-urgenza; strutture psichiatriche ospedaliere e territoriali; luoghi di attesa; servizi di geriatria; servizi di continuità assistenziale.
Numerosi sono i fattori responsabili di atti di violenza diretti contro gli operatori delle strutture sanitarie. Sebbene qualunque operatore sanitario possa essere vittima di violenza, i medici, gli infermieri e gli operatori socio sanitari sono a rischio più alto in quanto sono a contatto diretto con il paziente e devono gestire rapporti caratterizzati da una condizione di forte emotività sia da parte del paziente stesso che dei familiari, che si trovano in uno stato di vulnerabilità, frustrazione o perdita di controllo, specialmente se sotto l’effetto di alcol o droga.

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Pubblicato rapporto Censis 2007

XLI Rapporto sulla situazione sociale del paese

Giunto alla quarantunesima edizione, il Rapporto del Censis, Centro Studi Investimenti Sociali, quest’anno prosegue la lettura degli elementi positivi dell’andamento socioeconomico del Paese negli ultimi anni.
Il Rapporto analizza diversi aspetti della nostra società, ecco alcune note diffuse relative al sistema di Welfare:
La salute diseguale. Nel mutevole assetto dell’offerta sanitaria è importante capire quali siano i livelli di performance e di benessere garantiti alla popolazione, nella loro diversa articolazione territoriale. Il quadro che emerge evidenzia un gradiente negativo Nord-Sud con un tendenziale peggioramento della situazione della salute dei cittadini residenti man mano che si procede verso le regioni meridionali, nonostante la struttura per età della popolazione, che determina un peggioramento degli indici di morbosità e mortalità all’aumentare del tasso di invecchiamento, tendenzialmente più elevato al Nord e al Centro. Si tratta di un peggioramento ampiamente legato al diverso contesto socioeconomico, mentre il quadro dell’offerta, storicamente più deficitario al Sud, non riesce a mitigare gli effetti penalizzanti di tali differenze di partenza.

I progressi nella governance condivisa della Sanità regionalizzata. Nel processo di evoluzione del Ssn, la fase attuale si caratterizza in modo netto come un momento di riformulazione e di rilancio delle funzioni del livello centrale, che prevedono però una costante concertazione con i livelli locali, in una rinnovata vocazione alla trasversalità e alla condivisione delle responsabilità. Tra gli interventi maggiormente significativi che si collocano appieno in questa direttrice di lavoro emergono il Patto per la Salute, che rinnova il modello di gestione economica e finanziaria dei servizi sanitari, e il SIVeAS, strumento del Ministero per la verifica che ai finanziamenti erogati corrispondano i servizi per i cittadini, e che questi ultimi rispondano a criteri di efficienza e appropriatezza.

La relazione medico paziente: un’area di trasformazione e di crisi. Gli italiani, in virtù di una più elevata scolarizzazione e della sempre maggiore diffusione di conoscenze sanitarie mettono sempre più frequentemente in discussione la secolare asimmetria di rapporto con il loro medico. La ridefinizione dei termini del rapporto ha prodotto un clima di incertezza e crisi: è il 97% degli italiani, primi in Europa, a ritenere che gli errori medici rappresentino un problema molto o abbastanza importante nel Paese, sintomatico di un disagio fondamentalmente culturale laddove si osserva che l’esperienza, diretta o indiretta, di malpractice non risulta più alta in Italia che nel resto dell’Europa a 25 (è il 18% dei rispondenti italiani, pari alla media europea, a sottolineare di aver subito in famiglia un grave errore medico durante un ricovero ospedaliero), mentre si registra in Italia l’aumento vertiginoso del numero di sinistri denunciati riconducibili alla responsabilità professionale dei medici che l’Ania stima passati dai 3.154 del 1994 ai 11.932 del 2004 (+278%).

La lezione dell’Alzheimer: una rete integrata di servizi. I malati di Alzheimer oggi in Italia sono oltre 500.000, i nuovi casi sono stimabili in circa 80.000 all’anno, e si tratta di un dato destinato ad aumentare (nel 2020 i nuovi casi di demenza attribuibili all’Alzheimer saranno circa 113.000). La condizione dei malati e dei loro familiari è emblematica delle difficoltà del nostro sistema sanitario e socio-assistenziale nell’approntare risposte e soluzioni adeguate per la presa in carico delle patologie croniche e invalidanti. La delega alla famiglia dei compiti di cura e assistenza del malato di Alzheimer ha un ingente costo sociale (Costo Medio Annuo per Paziente – Cmap) che viene stimato in circa 60.900 euro all’anno. Questo costo pesantissimo può essere mitigato solo attraverso una vera e profonda revisione del modello delle cure: ecco perché in merito al modello auspicabile di assistenza l’opzione prevalente tra i caregiver (53,3%) è per la rete di servizi, articolata e gratuita su cui poter contare, una sorta di intervento modulare che mitighi senza sostituire la delega alla famiglia, rendendola più tollerabile e proficua.

Il rischio di una solidarietà selettiva. Quasi il 69% degli italiani ritiene che in caso di bisogno si può contare sull’aiuto degli altri, mentre l’idea che la cooperazione tra persone sia un portato della natura umana trova l’accordo di oltre il 75% degli italiani. Tuttavia, solo il 17,9% dei cittadini si organizza spesso o molto spesso con gli altri per risolvere un problema comune, ed è il 50% degli italiani a ritenere che l’immigrazione aumenti l’insicurezza, mentre è il 35% a pensare che gli altri gruppi etnici arricchiscano la vita culturale del nostro Paese (54% è il dato medio europeo).
Il costo previdenziale di un mercato del lavoro ostile alla longevità. Oltre il 31% dei pensionati, alla luce dell’attuale esperienza, ritarderebbero il proprio pensionamento; di 6,3 anni i maschi e di 5,8 anni le femmine, in media. E’ il 2,4% dei pensionati a lavorare; però, mentre sono i laureati a trovare più facilmente lavoro, sono quelli a basso titolo di studio ad avere una maggiore propensione a lavorare (62,3% con licenza elementare, 26,2% con laurea). E’ questo il paradosso del mercato del lavoro per gli anziani che impatta negativamente sulla previdenza.
(La versione integrale del rapporto è consultabilesul sito www.censis.it)

Approvate le direttive dei Comitati di Settore per il rinnovo dei CCNL

Il Consiglio dei Ministri ha approvato le direttive elaborate dai Comitati di settore concernenti il rinnovo del CCNL -quadriennio normativo 2006/2009 e biennio economico 2006-2007 – del personale del Comparto e della Dirigenza STPA della sanità e del personale del Comparto Regioni – Autonomie Locali. L’approvazione delle direttive permetterà di avviare il confronto con l’ARAN per definire i rispettivi rinnovi contrattuali.

 

Che sia la volta buona?